Quando l’integrazione passa anche dalla tv

Un post pubblicato ieri su Facebook dalla pagina di Usa Today ha catturato totalmente la mia attenzione. L’articolo annunciava l’entrata di un nuovo Muppet  nel famoso programma televisivo americano per bambini Sesame Street: si tratta di Julia, una bambina- muppet dai capelli rossi con la frangetta e gli occhioni grandi tipici degli altri pupazzi come lei.

Qual è la novità? Nulla di particolare. Semplicemente, Julia è una bambina con autismo.

Incuriosita, vado dunque sulla pagina social del programma per saperne di più e lì scopro un tripudio di video, foto e articoli di benvenuto al nuovo personaggio, che debutterà nelle case degli americani a partire dal 10 aprile prossimo.

La campagna dei produttori e collaboratori del programma è chiara. ”Sesame Street e Autismo: scoprire il bello in ogni bambino”.

“Julia – diceva l’articolo – è una bambina di quattro anni che fa le cose in modo un tantino diverso”, ma questo non è per lei e per gli amici pupazzi un limite, anzi. È stata ideata e creata da esperti nel settore proprio per dimostrare il contrario.

Sfatare i pregiudizi e i falsi miti sull’autismo, è questo l’obiettivo di chi lavora dietro le quinte del famoso mondo in gomma piuma.

Non sarebbe una cattiva idea se anche noi in Italia imitassimo l’iniziativa nei nostri programmi dedicati all’infanzia, sempre se esista ancora uno spazio dedicatole (ricordo, ad esempio, con nostalgia l’Albero Azzurro e la marionetta dal becco giallo e il corpo di pezza a pois Dodò, per non parlare di Bimb Bum Bam e del cane rosa Uan. Trasmettono ancora qualcosa del genere?).

Non basta, infatti, che in ogni classe sia presente un alunno disabile: è necessario che i nostri figli si confrontino fin dalla prima infanzia con la consapevolezza che la “diversità” è sempre e solo una ricchezza e mai un limite o qualcosa di cui aver paura e che il confine tra “normalità” e  “disabilità” in realtà non esiste.

Se tutto questo deve passare  anche dalla tv, che ben venga: per la prima volta saremo felici di lasciare i nostri bambini davanti al piccolo schermo.

Dal 10 aprile, dunque, Julia darà voce ai tanti bambini americani con autismo e con altre difficoltà. A tutti gli altri, aprirà il cuore e la mente verso una maggiore sensibilità. Impareranno così pian piano a difendersi dall’ignoranza e a non fidarsi mai dei pregiudizi.

Il vero problema, a mio avviso, è se Julia riuscirà mai a fare tutto questo anche con gli adulti.

 

 

 

 

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