Ventimila euro è quanto una donna avrebbe guadagnato per portare avanti una gravidanza ordinata on line. Ventimila euro è quanto un’altra donna avrebbe pagato per avere il frutto di quell’utero. Questi gli accordi. Solo che al momento della nascita (avvenuta in casa nel massimo riserbo) qualcosa di inaspettato è accaduto: la bambina è mulatta.

Mulatta???  Eh no, i patti erano chiari, ventimila euro a te e tu dovevi dare un figlio bianco a me. Mi dispiace, ma proprio non la voglio, si scoprirebbero gli altarini (tipo i nove mesi di gravidanza finta) e poi chi glielo spiega alla gente?

Così, come se fosse un oggetto ordinato su Amazon e arrivato difettato, ecco che improvvisamente il desiderio di maternità della richiedente svanisce, la fattrice si incavola perchè non vuole restituire i soldi e il pacco con il nastro rosa viene rispedito al mittente, il presunto padre naturale, che in un lampo risolve l’inghippo: viene dal Mali, piccolo particolare nascosto alla mamma Amazon dalla mamma fattrice. Lui è l’unico che, anche se per poco tempo, sembra prendersi cura della creatura. All’arrivo delle forze dell’ordine la piccola è infatti in ottime condizioni di salute.

Le conseguenze legali al misfatto non si fanno attendere: la bambina adesso si trova in una struttura protetta, gli adulti coinvolti – mamma utero, mamma richiedente di Latina e intermediario  nordafricano – sono invece tutti al fresco.

E di quelle morali, ne vogliamo parlare?

Del fatto, ad esempio, che un giorno non tanto lontano questa bambina chiederà chi è veramente, da dove e da chi viene. Chissà cosa penserà di tutta questa storia, triste e scandalosa allo stesso tempo.  Cosa proverà quando si saprà protagonista di una vera e propria tratta di esseri umani. Come la prenderà quando verrà a sapere che il suo concepimento, dunque la sua vita, è costata ventimila sporchi euro.

Questo è quanto accade quando si riduce la vita ad un mezzo per soddisfare le nostre assurde smanie, quando ce ne serviamo  credendoci dei in terra dandole inizio e fine in base ai nostri calcoli.

Adesso la bimba è in attesa di adozione, pronta a ricominciare da capo e a riprendere in mano la sua vita di soli due mesi.

Pochi ma già provati da tutto lo squallore di cui è capace l’essere umano.

 

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