“Ho fatto notare al vecchietto alla cassa che aveva la patta aperta. Lui ha abbassato lo sguardo e poi è tornato a guardarmi. E ha detto: ‘un uccello morto non può cadere dal nido’, e se n’è andato, sempre con la patta aperta”

È sul sottile filo dell’ironia che Shaun fa camminare la sua storia da libraio del Bookshop di Wington, minuscolo paese della Scozia. In quella libreria succede di tutto, dalle quotidiane chiamate di Mrs Phillips (“ho 93 anni,sa? E sono cieca!”), alle cacche trovate per caso sul pavimento, dai clienti che entrano ma non comprano mai a quelli che mercanteggiano fino allo sfinimento e poi, ottenuto il prezzo, vanno via a mani vuote. Se poi a questo aggiungiamo anche le stranezze di Nicky, collaboratrice di Shaun, tipa stralunata che ogni venerdí gli propina avanzi di cibo presi dal cassonetto del Morrinson’s, capisci subito che in questo posto è difficile annoiarsi.
Una vita da libraio
Una vita da libraio


Scritto in forma diaristica, è un libro senza dubbio piacevole e rilassante ma ammetto di essere rimasta un tantino delusa. Mi aspettavo di piú, alcuni passi li ho trovati proprio noiosi. È chiaro che a muovere Bythell sia stata piú la voglia di far pubblicitá al suo negozio piuttosto che l’amore per la scrittura.
Nondimeno, la sua lettura ha incentivato ancor piú il mio piccolo e vecchio sogno di gestire un giorno una libreria tutta mia. E anche quello di volare via in Scozia.

Shaun Bythell, ‘Una vita da libraio’, Einaudi, 2018

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