“Come può una persona cambiarci gli occhi? Cambiare il nostro modo di vedere?”

L’incontro realmente avvenuto fra la rossa diciassettenne Victorine Meureunt e il giovane Edouard Manet è il cuore di questo romanzo ambientato nella Parigi di fine ottocento. Tutto avviene rapidamente. Lei, intenta a dipingere un gatto davanti ad una vetrina con l’amica Denise, lui che passa di là per caso e ne rimane irresistibilmente attratto (da entrambe, la rossa e la bruna, mica solo da una). All’inizio sembra un gioco a tre, poi Victorine non ci sta e va a vivere con lui, diventando così la sua musa, il volto che oggi possiamo ammirare in quadri tipo Olympia (in copertina) e Colazione sull’erba.

rosso parigi
rosso parigi

Ma se tra i due c’è amore, beh, né si vede né si sente, almeno qui nel romanzo. Perché quello che poteva essere un interessante approfondimento sulla vita di questi due personaggi è diventato con la penna della Gibbon un ridicolo romanzo erotico. Non c’è arte, non c’è Parigi con i suoi stimoli, non c’è nulla, solo quattro dialoghi qua e là giusto per tenere il filo. E poi sesso, tanto noioso sesso. Nessun tratteggio, nessuna ombra, nessun colore. Solo scene da 50 sbavate sfumature.

Maureen Gibbon, ‘Rosso Parigi’, Einaudi, 2016

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