ELLA: Ha detto che fino al quinto giorno si sentiva euforico. Cosa è accaduto il sesto giorno?

D: Non sa cosa è accaduto il sesto giorno?

ELLA: Ha creato l’uomo?

D: Maledetto venerdì

La psicologa Ella riceve un giorno l’inaspettata visita di uno strano paziente, un certo Signor D, che le chiede una seduta urgente. Non le rivela subito il suo nome e sembra non averne proprio intenzione, ma dopo qualche minuto di conversazione (piuttosto fuori dagli schemi) si presenta come Dio.

Per Ella – superato il trauma della rivelazione e un’iniziale perplessità – il compito è arduo: Dio è vittima di una brutta depressione che lo affligge ormai da troppi millenni. Spetta a lei aiutarlo per capirne le cause e guarire una volta per tutte.

E quindi tra salti nel passato di lei e ricordi primordiali di lui, Ella riuscirà a risalire agli eventi che hanno condotto Dio lungo la strada senza ritorno delle paranoie, a cominciare dall’irresistibile inclinazione a risolvere tutto con “mano potente e braccio teso” alla decisione di creare l’essere umano (“mi serviva qualcuno che annaffiasse gli alberi”), fino al pesante rimorso per il trattamento riservato al povero Giobbe e il triste senso di fallimento per l’abbandono dell’uomo.

Sarà difficile per Dio ammettere i propri sbagli e quando confesserà ad Ella di avere paura di se stesso e dei suoi poteri, sarà proprio lei infine a condurlo verso la Verità più grande.

Scritto per il teatro, ‘Oh Dio mio!’ si legge in pochi minuti non solo perché molto breve ma soprattutto perché irresistibilmente travolgente ed ipnotico.

Lo stile è diretto, acuto e brillante, l’idea originale e l’ironia il vero collante.

92 pagine che mescolano sapientemente la leggerezza di un testo divertente alla serietà della riflessione teologica  vecchio testamentaria (l’autrice era ebrea, quindi il punto di vista è quello) sul rapporto che lega dall’inizio dei tempi il Creatore alla sua Creatura più bella e più complessa.

ELLA: Non fa che ascoltare tutto il giorno i problemi degli altri!

[…]

D: E quand’è che vengono da me? Solo quando le cose vanno male. C’è forse qualcuno che muove un piccolo sguardo verso di me quando le cose vanno bene? Neanche a parlarne. Soltanto quando le cose vanno molto, molto male, allora improvvisamente si ricordano di me.

 

Assolutamente vero e geniale!

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