Israel Joshua Singer

“Ahimè, non c’è più nessuno. C’era un popolo e ora non c’è più. C’era un popolo e ora è scomparso” – (‘Canto del popolo ebraico’ – Itzhak Katzenelson)

 

Ho scoperto Israel J. Singer un pomeriggio autunnale di due anni fa quando mi colpì in libreria la copertina di un libro che, incuriosita, comprai e divorai in due giorni: ‘La famiglia Karnowski’ .

Galeotto fu il romanzo, tanto che nel giro di un mese riempii i miei scaffali di tutte le opere di questo autore grandioso che seppe donare alla letteratura internazionale il ricordo di un mondo che non c’è più (titolo, questo, della sua biografia data alle stampe anche come ‘La pecora nera’ ), quello del popolo ebreo – ashkenazita della Polonia e della realtà linguistica yiddish prima della peste nazista.

 

La famiglia Karnowski romanzo

 

Clicca sulla foto per una breve biografia dell’autore e la lista dei romanzi

Sono solita inserire nella categoria del ConsigliaLibro singoli titoli che, per un motivo o per un altro, ritengo meritevoli di attenzione. Questa volta, però, faccio un’eccezione: non presento un unico romanzo ma un autore unico e dal valore inestimabile.

 

Forse un tantino penalizzato dalla notorietà del fratello Isaac, Premio Nobel per la letteratura nel 1978, Israel Singer è uno scrittore ancora troppo poco conosciuto in Italia, a grave danno del nostro panorama culturale.

 

In tutti i suoi romanzi la voce del popolo sterminato rivendica la sua esistenza: come scrisse Moni Ovadia, “li sentiremo parlare solo nei libri dei grandi scrittori yiddish”, e Israel è di questo grande maestro.

 

Ambientate per la maggior parte nello shtetl  polacco di Lǿdz, le sue opere ci regalano personaggi indimenticabili, eccentrici, appassionati, litigiosi, rabbini in preda a scrupoli religiosi, sensali ossessionati dai matrimoni da combinare, donne con la parrucca, amori contrastati, famiglie minacciate da un’ultima, insopportabile persecuzione, uomini e donne le cui vite sono narrate da una prosa piacevole e mai ripetitiva, pur raccontando spesso di uno stesso ambiente sociale.

Da tutto ciò emergono forze e debolezze, tradizione e fede, voglia di modernità e istinto alla sopravvivenza di una realtà oggi quasi del tutto scomparsa.

shtetl polonia

 

Considero ogni singola pagina vergata da Singer come un dono ai posteri e dal peso storico importante che dovrebbe far riflettere sulla grave perdita che l’occidente ha subito a seguito della Seconda Guerra Mondiale, un occidente che si è privato per sempre di quel poco di umanità rimastagli, andata completamente in fumo e cenere in quei forni.

“Sappiamo che la storia non si fa con i se, ma possiamo capire dai potenti romanzi di Israel Joshua Singer che se il mondo non avesse permesso la crudele distruzione di quella stupefacente umanità, non solo avrebbe impedito il perpetrarsi di un immane crimine ma sarebbe oggi incomparabilmente più ricco, più giusto e poeticamente più vivo” – Moni Ovadia.

 

 

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