In viaggio con il figlio del falegname

Arieccola, l’estate.

Che bello – diranno in molti – finalmente le belle giornate, il sole, i gelati, il mare, le scollature…

Che meraviglia – diranno altri – svegliarsi al mattino, aprire le finestre e respirare l’aria estiva, addolcita dal simpatico e adorabile verso dei gabbiani.

Che splendore – esclameranno altre ancora- finalmente potremo sbarazzarci di questi ingombranti maglioni e indossare i bikini più striminziti, e poi sfoggiare una magnifica abbronzatura nelle calde serate all’aperto, tra voli di farfalle e i canti dei grilli.

Ma anche no.

Questa inspiegabile e disumana positività estiva esiste solo nei film. Questi corpi perfetti e integralmente abbronzati sono solo frutto della nostra immaginazione. Le piacevoli sere all’aria aperta passate a leggere un bel libro e a sorseggiare un drink sono una mera utopia.

La realtà – la mia realtà – è un’altra.

Odio il caldo. Credetemi: svegliarsi alle sette del mattino, leggere sul display della sveglia 33° e vedere (e sentire) la chiazza bagnata di sudore lasciata sul letto è un’esperienza che ti segna per tutta la vita, perchè poi sai già che durante tutta la giornata, a via di perdere liquidi da ogni singolo poro della pelle, avrai la pressione bassa e la vitalità di una cozza.

Detesto sudare. Detesto sentire i capelli appiccicati sul collo e sulla fronte, detesto le ascelle in perenne trasudazione, ma soprattutto detesto quello strano fenomeno metafisico che si verifica puntualmente subito dopo la doccia: sei fresca come una rosa, ti sciughi, ti rivesti e… sei di nuovo sudata. Perché? Qualcuno mi spieghi il perché.

Non mi abbronzo. Potete lasciarmi sotto il sole un’intera giornata, magari cospargendomi di olio di semi o di birra nelle ore di sole più cancerogene. Niente. Non succede niente. L’unico effetto che mi ricorda di aver preso un po’ di sole è la comparsa delle lentiggini sul naso. Patetica.

I gabbiani. Non mi fanno simpatia, non solo perché ormai li si vede mangiare di tutto (l’altra mattina ne ho visto uno che ha massacrato a via di beccate una rondinella, dico io, ma vai a pescare come faceva tuo nonno), ma soprattutto perché scacazzano sempre il mio balcone, prendendo spesso di mira i panni stesi. E fidatevi, la loro cacca fa puzza, molta puzza. Ed è molliccia, molto molliccia. E di un colore indefinito, molto indefinito.

Le zanzare. Ovunque. Di giorno non se ne vede manco una, poi di notte, spegni la luce, ti butti tra le braccia di Orfeo e….zzzzzzzzzzzz. E l’indomani ti svegli a pois. Maledette.

Gli scarafaggi. Per chi come me abita in Sicilia, sa che in estate le città si popolano di blatte. Ce n’è di tutte le dimensioni, dal piccolo come un chicco di riso alla bestia in stile aragosta. E te li ritrovi dappertutto. Per strada camminano ormai tranquillamente (ehi ciao amico, vuoi un caffè? Come va la vita nella fogna?) e in casa ti fanno le sorprese, tipo come quando la notte ti svegli con la vescica a zampogna, accendi la luce e tataaaaan, eccolo là, immobile sul pavimento del bagno, o perché no sul bidet o nella vasca, con le antenne a mille che ti guarda, della serie “non si bussa?”. E c’è pure chi se li ritrova tipo amante tra le lenzuola. Dio, scusami, ma a chi arcipuffolina pensavi quando hai deciso di crearli?. Disgustosi.

La ceretta. Lo so, la si dovrebbe fare anche in inverno, in primavera e in autunno. Ok. Ma dai, confessiamolo apertamente, nessuna di noi la fa così regolarmente. Lasciamo che su di noi cresca una folta vegetazione con arbusti, muschi e licheni e viviamo serene avvolte dalla nostra selva molto oscura. Però poi arriva il momento in cui non possiamo più girare in tuta felpata e l’abominevole uomo delle nevi che è in noi deve far spazio ad un corpo straziato da cera bollente e strappi dolorosissimi.

Però va bene, lo ammetto, l’estate è anche altro.

Vacanze, ad esempio. In questo periodo dell’anno riusciamo un po’ tutti a ritagliarci una settimana o qualche giorno in più per fare un bel viaggetto o semplicemente per staccare la spina. E così, chiusi i libri e dimenticata la strada che ci porta a lavoro, arriva ufficialmente il periodo del riposo, dei viaggi, del dolce far niente e dei passatempo.

Il mio, si sa, è da sempre la lettura, quindi ho pensato di cercare tra gli scaffali delle mie sei librerie  un libro da consigliarvi come compagno per i prossimi mesi di calura estiva, un libro che potesse unire l’esperienza del viaggio alla piacevole sensazione del riposo. Cerca e ricerca, niente mi convinceva, fino a quando l’occhio cadde su un mattone dalla copertina rigida e rossa.

Eccolo, l’unico libro che è come un grande e indimenticabile viaggio, adatto a tutte le età, in grado di soddisfare tutti i gusti e di toccare tutte le corde della vostra sensibilità.

Amate l’avventura, i viaggi estremi e non avete paura della fame, della sete o di dormire in capanne? Allora imbarcatevi con Mosè e il fratello Aronne per un viaggio che vi porterà dall’Egitto alla Terra Promessa, tra effetti speciali acquatici, cavallette, grandine, mosconi, rane, faraoni, una cosa non identificata ma dolce che cade dal cielo, azzimi, miracolose tavole della legge, vitelli d’oro e roveti ardenti.

Siete degli inguaribili romanticoni? Ottimo, il Cantico dei Cantici è quello che fa per voi, con amanti che sono come cerbiatti che saltellano e amori più forti della morte. Altro che Rosamunde Pilcher.

Siete un po’ sfigati e ultimamente la vita vi ha lasciati per troppo tempo sulla graticola, mettendovi alla prova? L’amico Giobbe ne sa qualcosa, chiedete a lui, saprà darvi la giusta dritta.

Amate la poesia e la musica? Ecco allora il libro dei Salmi. Vi accorgerete che i poeti studiati a scuola erano delle pippe in confronto.
Ma se siete degli anticonformisti, se odiate gli schemi e le regole o sempre i soliti e noiosi viaggi, allora contattate il figlio di un falegname di Nazareth, un certo Gesù. Lui sì che vi farà viaggiare, un tour della Palestina con pani e pesci moltiplicati compresi nel prezzo, la miglior guida turistica in circolazione perché non è solo Via ma anche Verità e Vita. E non spaventatevi se durante le afose camminate nel deserto doveste accasciarvi o sentirvi poco bene: questo tizio è capace di cose mai viste e se non credete alla mia parola chiedete pure a Lazzaro o a Giairo, fate voi.

Quindi cari amici iniziamo questa estate che viene  mettendo da parte i millemila metri sopra il cielo, le varie sfumature e i romanzetti strappa mutande leggendo la Bibbia (quella originale cattolica però. Diffidate dalle imitazioni). Faremo così riposare non solo il corpo ma anche lo spirito, per ripartire più carichi e felici.

Non mi resta allora che augurare buone vacanze a tutti e una buona e sana lettura!

Ahhhhh, quasi dimenticavo! Se tra voi c’è chi passerà l’estate con la suocera, occhio, perché ‘sto Gesù può essere anche molto pericoloso in certi casi.

San Pietro ne sa qualcosa. Chiedetelo a lui.

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