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Perduti nei quartieri spagnoli

“In questi anni senza di te ho imparato una cosa importante, cioè che si può vivere anche in assenza di risposte concrete”

Heddi, ventenne di Washington, vive a Napoli da qualche anno per studiare lingue all’Orientale.
Pietro è della provincia di Avellino e studia geologia a Napoli.
Heddi e Pietro frequentano la stessa cerchia di amici ma tra loro nasce ben presto qualcosa che va oltre la semplice amicizia. S’innamorano, di un un amore forte, spensierato, potente, passionale, senza freni e pieno di sogni come sa essere l’amore a vent’anni. Abitano nei quartieri spagnoli, zona molto animata di Napoli dove, tra una birra, un esame superato e tante Marlboro, la loro storia va avanti con naturalezza. Fino al giorno in cui Pietro presenta a Heddi la sua famiglia, molto ma molto d’altri tempi. Heddi non piace a Lidia (la madre del ragazzo) e Lidia non piace a Heddi. Cosa farà pietro, sballottolato tra i due fuochi?

perduti nei quartieri spagnoli
perduti nei quartieri spagnoli

Un romanzo che è molto Beautiful, non perché particolarmente bello ma proprio perché sembra di leggere la trama di una telenovela americana. L’unica nota positiva, la capacità narrativa della Goodrich, considerando sia di madrelingua inglese (il libro non è stato tradotto in italiano, è proprio la lingua che ha utilizzato per scrivere): assolutamente perfetta, ineccepibile.
Tutto il resto, però, ammé me pare ‘na strunzat’.

Heddi Goodrich, ‘Perduti nei quartieri spagnoli’, Scrittori Giunti, 2019

Ernest e Celestine

” – Celestine, c’era qualcos’altro nella cantina di Ernest?
– Sì, c’era.
– Cosa? Cos’altro c’era?
– La solitudine”

Celestine è una topolina, raccoglie i dentini caduti dei bimbi ma vorrebbe fare la pittrice e vive nel mondo di sotto.
Ernest è un orso, in famiglia tutti lo vogliono giudice ma lui vorrebbe fare il musicista e vive nel mondo di sopra.
Il mondo di giù e quello di su non vanno proprio d’accordo, neanche un po’. Eppure Ernest e Celestine diventano amici, grandi amici, amicissimi, talmente amici da trovare la felicità facendo l’uno qualcosa per l’altro, tipo per Celestine preparare ogni mattina la colazione ad Ernest o per Ernest costruire un atelier tutto per Celestine, oppure per Ernest dire a Celestine “la mia casa è la tua casa” o per Celestine sistemare l’amaca di Ernest…

Ernest e Celestine
Ernest e Celestine

Un romanzo che è più una favola e che racconta con ironia ma anche tanta saggezza uno dei sentimenti più belli e delicati, l’amicizia, con un linguaggio semplicissimo, quasi didascalico. Due personaggi adorabili che piaceranno tanto ai bambini di oggi, purtroppo un tantino distanti dal magico mondo delle fiabe. E, perchè no, anche a quel bimbo di ieri che continua a vivere dentro ognuno di noi.

Daniel Pennac, ‘Ernest e Celestine’, Feltrinelli, 2012