21 marzo 2017 – Giornata mondiale della Sindrome di Down

Nessun bisogno speciale, solo bisogni umani

 

Se l’anno scorso – in occasione della Giornata della Sindrome di Down 2016 – il CoorDown ci invitava con un breve ma intenso spot a riflettere su noi stessi e a interrogare il nostro modo di vedere le persone con questa sindrome, il lavoro che ha realizzato quest’anno è proprio una doccia fredda. Non basta infatti fermarsi a considerare con quali occhi ci avviciniamo a queste persone, è necessario anche riflettere su come noi stessi ci relazioniamo con loro.

GUARDA IL VIDEO

Ammetto che il nuovo video mi ha spiazzata e non importa che io sia cresciuta insieme alla sindrome di Down grazie a mia sorella, perché mi rendo conto che molte cose ancora non le ho capite e che altre le ho vissute male. Spesso, infatti, siamo noi genitori e fratelli i primi a vedere ostacoli ovunque, a crescere quel bambino come se il mondo esterno possa in qualche modo fargli male, a considerarlo “speciale” non nel senso positivo del termine ma in quello negativo, come se necessitasse solo di cure a lui esclusive e basta. Non lo facciamo per disagio o vergogna, né per ignoranza: all’inizio siamo semplicemente disorientati. Io stessa più volte ho chiamato e considerato mia sorella “speciale”, pensando a lei come una bambina bisognosa solo di cure e tante coccole.

Lo spot ci schiaffeggia e ci sveglia proprio da questo modo di agire e di pensare.

“Non siamo speciali, siamo umani” è il messaggio che gridano a gran voce i ragazzi protagonisti del video e lo fanno con ironia, mettendosi in gioco e – perché no – scimmiottando anche tutti i pregiudizi.

La Trisomia 21 non è una malattia. Le persone con un cromosoma in più non sono eterni neonati da accudire. È vero, probabilmente la loro vita va leggermente più a rilento della nostra ma non finisce qui, non si blocca davanti al muro. Loro, quel muro, riescono a scavalcarlo. Posso e devono farlo.

Sono uomini e donne con un carattere, con dei sogni, con precise capacità e fruttuosi carismi, hanno le loro passioni, i loro desideri, le loro antipatie. S’innamorano, lavorano, raggiungono alti livelli di autonomia e riescono senza problemi a gestire le loro giornate come meglio credono. Cercano e hanno il diritto di trovare un posto nel mondo tutto per loro, non necessitano di certo della nostra compassione. Nulla di strano, nulla di “speciale”.

Ringrazio di cuore chi ha partecipato alla realizzazione del video. Vederlo e ascoltarlo mi ha aiutata a fare un grande passo in avanti verso una maggiore consapevolezza di mia sorella e delle altre persone con la sindrome di Down che ho avuto la fortuna di conoscere. Non si smette mai di imparare e spesso si impara di più proprio dove si pensava che fosse impossibile.

“Tutto quello di cui abbiamo bisogno è un’istruzione, un lavoro, opportunità, amici, amore. Proprio come tutti”

Istruzione, lavoro, opportunità, amici, amore…

 

Sono questi, per caso, bisogni speciali?

 

 

 

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