Date Archives febbraio 2018

#diciamoceleinfaccia

Sono tante le cose che so sull’amore ma poche sono quelle che ho realmente imparato e ancor meno quelle che negli anni sono riuscita a mettere in pratica. E se le prime le ho pescate da romanzi, film, poesie e centinaia di Baci perugina ingurgitati solo per leggere il fogliettino e le altre dalle batoste della vita, le ultime sono quelle che ancora oggi mi costano maggior fatica.
Dai, su, siamo onesti. L’amore non è affatto una cosa semplice, e pazienza se Tiziano Ferro canta queste parole al contrario, beccandosi tripudi di applausi. Io ne sono assolutamente convinta: è il sentimento più contorto, subdolo, illusorio, dispettoso, cattivo, ammaliante, allucinogeno, deprimente ed eccitante al tempo stesso, bipolare, snervante e paraculo in assoluto. Ci prende, ci elettrizza, ci affascina e rincoglionisce al punto da perdere la testa e poi ci spreme e risucchia tutte le nostre forze, trasformandosi in qualcosa di diverso e abbandonandoci così, storditi.
“Perché non è più tutto come prima?”, è la madre di tutte le domande di chi vive una relazione da anni.
Sì, perché tutti e tutte, prima o poi, avremo a che fare con la grande metamorfosi, quella che ci trasforma da trottolini amorosi dududadadà a perfetti sconosciuti.
Lo pensavi da tempo e oggi quasi quasi lo fai, ti metti in tiro e gli prepari una bella cenetta, luci soffuse, candele profumate, musica di sottofondo, e lui arriva, ciao amore con ciglia cariche di mascara e vestitino che per miracolo trattiene l’intrattenibile, ciao con occhi che manco ti guardano, com’è la cena, buona, passami l’acqua, c’è anche il dolce, bene ma lo mangio sul divano che c’è la partita, e si allontana, birra e torta in mano, e tu resti in cucina a spazzare via le briciole di quell’anonimo incontro e ad ascoltare l’unica musica che adesso rimbomba: i suoi rutti che arrivano dal soggiorno.
E poi ci sei tu che sei giù da più di mezz’ora, cioè da quel suo ultimo messaggio “arrivo”, che poi ma che starà facendo ancora, pazienza, non importa perché hai in tasca una copia delle chiavi del tuo appartamento proprio per lei, perché è arrivato il momento di condividere tutto insieme, basta con queste due esistenze separate, non vedo l’ora di vedere che faccia farà, ah eccola che arriva, non è neanche truccata quindi perché ha perso tutto quel tempo, ciao tesoro, sei bellissima anche senza trucco, se dici così significa che si nota quindi non è vero che pensi che io sia bellissima, ma che hai, niente, e tu sai che in quel ‘niente’ c’è l’inferno e senti già partire la giostra dei tuoi zebedei, che dici ti va un bel film, no, allora fate una passeggiata ma lei dice che forse era meglio il film e nel frattempo gli zebedei girano, girano, girano in una danza senza fine, si può sapere che hai, perché venti giorni fa hai detto quella cosa, ma cosa, quella, non ricordo, e certo sei sempre il solito, su, dai, non ci pensare più per me è acqua passata e tiri fuori dalla tasca le famose chiavi, queste sono per te tesoro, che significa, vieni a vivere da me, prima me la devo fare passare e poi ci devo pensare casa tua è piccola e io ho un sacco di cose dove li metto i miei vestiti e i miei libri e i miei trucchi e le mie cose, e lì gli zebedei smettono di colpo di volteggiare perché si sono frantumati sull’asfalto perché sai che lo sta facendo apposta, per ripicca, per andare contro ad una cosa che hai detto giorni fa e che neanche ricordavi più.
Ecco. È proprio nell’attimo in cui senti lui ruttare e lei lamentarsi senza motivo che arriva l’amore. Non è né prima né dopo, ma adesso. Perché è adesso che devi grattare con le unghie delle mani e dei piedi per poterlo ritrovare e farlo rinascere, ancora una volta. Ha bisogno di essere cercato, l’amore, soprattutto dopo tanti anni insieme a condividere una vita che spesso è anche fatica. Vuole essere trovato e poi preso con delicatezza, curato, amato. Quindi vai con lui sul divano, la partita guardatela pure tu che poi magari tra un calcio d’angolo e un rigore c’è anche il tempo per qualche bacio. E tu non ti incazzare, raccogli da terra i tuoi zebedei e abbracciala, che lei per ora è questo quello che vuole. Metti per un secondo da parte l’orgoglio ferito e fagli spazio, falle spazio. Non sono briciole. Non è accontentarsi. È semplicemente rinnovare quel sentimento che ancora vi lega, anche quando si nasconde così bene da non farsi vedere più.
Difficile, me ne rendo conto. Ma non impossibile. Basta imparare a farlo, provandoci. Basta non dirci in faccia quello che di brutto ci sta per uscire dalla bocca ogni volta che sentiamo di scoppiare di rabbia. Ma non oggi, che è San Valentino. Troppo facile. Da domani è meglio, quando si appendono al chiodo cuori e pupazzini e iniziano a volare i vaffa. Ma se proprio non ce la facciamo e vogliamo per forza onorare la festa più demenziale dell’anno, va bene anche oggi.
Solo un appunto: i ti amo e i non ti lascerò mai, non scriviamoceli su una fredda e sterile bacheca di facebook.
Le cose, quelle belle, diciamocele in faccia